LA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI

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Dal Museo del Cinema di Torino una marcia scalzi, per dire da che parte stiamo
11 settembre 2015, ore 18, Mole Antonelliana

Torino città di accoglienza. Una città che non sarebbe nata e cresciuta senza le migrazioni. Una città che oggi può e deve ancora scommettere sull’altro, per superare la crisi e trovare nuove energie vitali.  Ci uniamo all’appello della Marcia delle donne e degli uomini scalzi di Venezia e vogliamo attraversare a piedi nudi il cuore del centro, partendo dal luogo simbolo della Città, scrigno di cultura nazionale e internazionale.

Appuntamento alle ore 18 alla Mole Antonelliana. Arrivo in piazza Castello, dinanzi alla Prefettura di Torino

Promuovono l’iniziativa le associazioni del coordinamento Non solo Asilo :

Acmos, Associazione Soomaaliya Onlus, Crescere Insieme, Casa di Carità, CCM, CISV, Cooperativa Alice, Cooperativa Orso, Engim Piemonte, Gruppo Abele, Mary Poppins cooperativa sociale, Mosaico – azione per i rifugiati, Piam, Società San Vincenzo de Paoli Torino, Ufficio Pastorale Migranti Torino

Prime Adesioni territoriali: Fondazione Benvenuti in Italia, Carovane Migranti, Coordinamento Immigrati Cgil Torino, Cgil Torino, Terra del Fuoco.

L’adesione all’iniziativa è libera e può essere comunicata via mail all’indirizzo diego.montemagno@acmos.net

Martedì 8 settembre è previsto un incontro organizzativo alle ore 21, presso Casa Acmos, via Leoncavallo 27, Torino.

Appello nazionale

E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare. E’ vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa. Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte.
Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. E’ difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo.
Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno.
Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro.

Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.
La Marcia degli Uomini e Delle Donne Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà.

E’ l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano.

Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace.
Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti.
Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze.
Venerdì 11 settembre lanciamo da Venezia la Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi. In centinaia cammineremo scalzi fino al cuore della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica. Ma invitiamo tutti ad organizzarne in altre città d’Italia e d’Europa.

Per chiedere con forza i primi necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:
1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
2. accoglienza degna e rispettosa per tutti
3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
4. creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino

Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.

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